Da dove partire con l'AI in una PMI
La maggior parte delle PMI parte dallo strumento ("prendiamo ChatGPT per tutti") invece che dal problema. Il risultato è un uso sporadico e nessun impatto misurabile. Il percorso giusto è il contrario: prima si trovano le attività che fanno perdere tempo, poi si sceglie lo strumento.
Cosa si può fare, in concreto
Mappare le attività ripetitive
Chi copia dati da un sistema all'altro? Chi prepara lo stesso report ogni lunedì? Chi risponde sempre alle stesse domande? Lì c'è il primo ritorno.
Verificare dove stanno i dati
Gestionale, Excel, email, cartelle condivise: l'AI lavora bene solo se i dati sono raggiungibili. Spesso il primo passo è semplicemente estrarli e metterli in ordine.
Scegliere 2-3 casi d'uso
Criteri semplici: impatto (ore o euro risparmiati), fattibilità (dati disponibili), rischio (cosa succede se l'AI sbaglia).
Fare un pilota, non un progetto
4-8 settimane, un reparto, un obiettivo misurabile. Se funziona si estende, se no si è speso poco.
Mettere regole minime
Quali dati si possono dare all'AI, quali strumenti sono autorizzati, chi controlla l'output. Una pagina basta per iniziare.
Da dove partire
Una mezza giornata di workshop con i responsabili di reparto per elencare le attività più ripetitive, seguita da una valutazione rapida di fattibilità. In uscita: una lista ordinata di casi d'uso con costi e benefici stimati.
Come ti aiuto
- Assessment AI: intervisto i reparti, guardo i sistemi e i dati, ti consegno una roadmap concreta e prioritizzata.
- Pilota chiavi in mano: realizzo il primo caso d'uso insieme al tuo team, con obiettivi misurabili.
- Policy AI aziendale: regole chiare e sostenibili su strumenti, dati e responsabilità.
- Formazione mirata alle persone che useranno davvero gli strumenti.
Vuoi capire cosa si può fare nella tua azienda?
Una prima chiacchierata di mezz'ora, senza impegno: mi racconti come lavorate e ti dico dove l'AI può dare un risultato concreto e dove invece non conviene.